Attività

Karate Shito Ryu

Lo Shito ryu scuola di karate è stata fondata dal M. Kenwa Mabuni, nato a Shuri nell’isola di Okinawa. Oggi lo Shito ryu è praticato in tutto il mondo e ne esistono diverse varianti e correnti, di cui solo alcune seguono lo stile tradizionale ed originario creato dal fondatore.
Lo Shito ryu si diffonde, oltre che nella zona di Osaka, anche a Kobe e a Kyoto, ad opera di Maestri come R. Sakagami, Kenei e Kenzo Mabuni, T. Hayashi, E. Ogasahara e molti altri ancora.
Lo Sho-bu-kan pratica lo stile Shito ryu della scuola Ogasahara-ha e segue il Maestro Sei Iwasa, direttore tecnico della Jkka e fondatore della Seikenshudo-kai associazione di karate Shito ryu tradizionale, alla quale lo Sho-bu-kan è affiliato.

Ju – Jitsu

Lo ju-jitsu, l’arte dei samurai, viene considerato forse il più efficace metodo di difesa personale. Comprende tutte le discipline che, col tempo, si sono divise ed hanno formato le odierne arti marziali giapponesi, ossia il karate, il judo, l’aikido e il kobudo, cioè l’uso delle armi tradizionali come il bo, il tonfa e altre.
Con lo studio e la pratica del ju-jitsu si apprende la difesa da attacchi a mani nude o con armi bianche, applicando tecniche di contrattacco al corpo, lussazioni, sbilanciamenti, proiezioni e strangolamenti, lavorando sempre in coppia.
Si ritiene che il contatto ravvicinato con un altro praticante sia un ottimo mezzo per capire meglio il senso della tecnica e per sviluppare, attraverso il combattimento, la propria capacità di difesa.
Lo ju-jitsu, così come le altre arti marziali, insegna l’arte del confrontarsi con gli altri e, di conseguenza, anche con se stessi.

Koryu Uchinadi Kenpo-jutsu

Scuola antica del Karate di Okinawa: è una sintesi e un’interpretazione moderna delle discipline di combattimento storiche di Okinawa, fondata da Hanshi Patrick McCarthy, 9. Dan, come alternativa pragmatica agli stili di karate “tradizionali”, ambigui e non funzionali. Il Koryu Uchinadi (KU) è un’arte marziale non agonistica finalizzata dall’autodifesa reale. Il Koryu Uchinadi (KU) ha come caratteristiche peculiari le vibranti dinamiche corporee, i movimenti efficaci, la teoria basata sugli HAPV (atti abituali di violenza fisica) e gli esercizi applicativi a due che ridonano vita ai Kata. Il KU include un’ampia gamma di abilità fisiche che consistono nel bloccare, calciare, colpire con i pugni (kihon-waza), manipolare le articolazioni e controllare gli arti (kansetsu-waza), limitare i movimenti dell’avversario (katame-waza), afferrare/premere i nervi e attaccare i tendini (tori-te waza), colpire i punti anatomicamente vulnerabili (kyusho-jutsu), limitare l’afflusso di sangue al cervello e aria ai polmoni (shime-waza), rompere l’equilibrio/proiettare (nage-waza), lottare a terra (ne-waza), uscire da prese e contrattaccare (gyaku-waza) .Il KU enfatizza gli esercizi a due persone, chiamati tegumi futari geiko, quali principali forme di allenamento. Pratiche di questo tipo includono la riproduzione di attacchi realistici, come strangolamenti, prese, ecc… e le corrispondenti difese sia da posizione eretta (tachi waza) che da terra (ne-waza). Attraverso la pratica dei tegumi , il praticante comprende i significati e i principi dei movimenti e delle posizioni integrati nei kata.

Il nostro programma

Durante gli allenamenti vengono praticate le arti marziali del Karate e dello Ju-Jitsu tradizionali. La pratica ha quale scopo lo studio e l’applicazione delle tecniche di difesa personale e non ha come fine ultimo la competizione sportiva. La scuola segue il pensiero degli antichi Maestri e Samurai, secondo i quali le tecniche delle arti marziali furono create per essere definitive e risolutive, offrendo uno strumento di difesa per affrontare le varie situazioni di pericolo.
Gli allenamenti si praticano a mani nude, perché “karate” vuol dire “mano vuota”. Si lavora quasi sempre in coppia, già nel riscaldamento, e si impara ad applicare le tecniche di attacco e di difesa: colpi, parate, leve articolari, proiezioni, immobilizzazioni e strangolamenti. Si seguono gli antichi principi e valori alla base delle discipline tradizionali, che portano ad una crescita morale del praticante.